Seed Freedom

Il tema è molto delicato e anche se non siamo in prima linea come gli agricoltori abbiamo comunque un ruolo attivo da esercitare…
Bene: primo passo condividere 😉

Attraverso Giardini

E’ una brutta vicenda quella della libertà negata all’uso delle sementi di varietà non registrate e ancora più preoccupante è la crescente estensione dei brevetti sul mondo vegetale che dall’accordo Trips in poi sta imprigionando l’agricoltura del pianeta. E’ un argomento complesso e per ricordarlo  mi affido a questi estratti dal servizio di  Report del 11 novembre 2013. Sono anni che il gruppo della Gabanelli segue questo tema e il lavoro presentato è sempre di grande qualità.

Con Emanuela ho deciso di sottoscrivere e divulgare l’appello di Seed Freedom  e abbiamo firmato su www.seedfreedom.eu la Dichiarazione Europea del Seme che si oppone alla nuova proposta legislativa del Parlamento di Bruxelles.

Tanti i privati e le associazioni che stanno aderendo (alla mia firma il contatore segnava 15000 adesioni). Tra i più attivi la sezione italiana della Navdanya International di Vandana Shiva che da anni promuove campagne di sensibilizzazione come quella riportata…

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4 thoughts on “Seed Freedom

  1. In realtà c’è anche un altro rischio, più direttamente connesso alle piante ornamentali.
    E’ in discussione una legge europea che regolamenta la produzione e la vendita di “materiale riproduttivo di piante” (cioè di fatto piante vive).
    Secondo la legge proposta, tutte le specie e varietà vendute dovranno essere registrate in apposito catalogo europeo secondo il criterio ORD – ordinary recognised description e questo ovviamente ha un costo di qualche centinaio di euro per ogni varietà.
    Questo di fatto implica che solo le varietà registrate, magari con Royalties da versare all’ibridatore, potranno essere vendute, mentre le specie botaniche e le varietà antiche non risulteranno più in regola e quindi non potranno essere riprodotte e commercializzate. E poi, chi si mette a registrare, e a che titolo, una specie o una varietà naturale?
    Se volete dettagli, il testo proposto può essere scaricato da qui
    http://tinyurl.com/cdnd2kc
    angosciante!

  2. Leggendo il testo ho trovato questo capitolo che permette uno statuto speciale (niche market) alla registrazione. Si prepara un futuro stile Indiani d’America. Ora le riserve si chiamano local conditions. Brrrr….

    Derogation on niche market plant reproductive material
    In addition, proportionate and sustainable rules for small scale activities concerning
    plant reproductive material, which is adapted to local conditions, and made available
    on the market in small quantities, should be established. Such varieties should be
    exempted from the requirements on registration and making available on the market.
    This material is defined as niche market plant reproductive material. The exemption
    should concern e.g. farmer-breeders or gardener-breeders whether being professional operators or not. However, some basic rules on labelling and traceability of the
    material should be laid down. In order to prevent an abuse of the exemption the
    material should only be made available on the market in a defined size of packages.

  3. Dal sito http://www.vogliaditerra.com prendo questa traduzione del documento ufficiale:

    Articolo 2
    Esclusioni
    Il presente regolamento non si applica al materiale vegetale di moltiplicazione:
    (a) destinati esclusivamente a scopi di test o scientifico;
    (b) destinati esclusivamente alla riproduzione;
    (c) destinati esclusivamente a, e mantenuto da, banche di geni, le organizzazioni e le reti di conservazione delle risorse genetiche, o di persone appartenenti a tali organizzazioni o reti;
    (d) scambiati in natura tra persone che non siano operatori professionali.

    Articolo 36
    Eccezioni del Articolo 14 (1) per produttori di nicchia di semi e piante che soddisfanno tutte questi condizioni:

    (a) Mettere disponibile sul mercato solo piccole quantità da soggetti diversi da
    operatori professionali, o da professionisti impiegando non più di dieci persone e il cui fatturato o il totale di bilancio annuo non supera 2 milioni di euro;
    (b) è etichettato con l’indicazione ‘materiale di nicchia mercato’.

    3. I materiali di moltiplicazione vegetale è in appresso denominata ‘materiale mercato di nicchia’.
    I soggetti che producono materiale nicchia di mercato tengono registri delle quantità del materiale prodotto e messo a disposizione sul mercato, per generi, specie o tipo di materiale. Su richiesta, essi rendono i record a disposizione del
    autorità competenti.

  4. Ecco; è proprio una nicchia da riserva indiana!
    è permesso produrre e vendere, come produttori di nicchia, ma si devono comunque tracciare tutte le quantità prodotte su appositi registri.
    Come si fa a scoprire quali italiani stanno lavorando a questi deliri?
    Quali gruppi stiano in questo momento consigliando, come sedicenti “esperti”, le commissioni europee è evidentissimo: i soliti noti produttori di sementi e ibridi registrati nel settore alimentare.
    Ma serve davvero far partire una campagna di sensibilizzazione e informazione al pubblico, perché questo limita enormemente non solo l’attività produttiva, di vivaisti e di coltivatori diretti, ma anche la libertà di scelta e il diritto di nutrirsi e di coltivare specie botaniche, antichi ibridi orticoli e da giardino.

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