Bello d’inverno II: i 9 appuntamenti Extracampus

Giovedì 4 febbraio

1 Sul promontorio dell’Orso
La costa nord della Sardegna, a cavallo dell’estrema propaggine settentrionale dell’Isola, Capo Testa, è dominata dalla presenza del granito, scolpito, scavato e modellato in forme fantastiche dalla forza del Maestrale. A Palau, la Roccia dell’Orso, spettacolare scultura naturale in forma di mammifero plantigrado, si erge sino a oltre 122 metri d’altitudine sull’omonimo promontorio, da cui la vista spazia sull’Arcipelago della Maddalena.

2 Graniti, arenarie, Valle della Luna
A Capo Testa, la stretta valle rettilinea tappezzata di lentischi, mirti ed eriche in masse compatte, chiamata “Valle della Luna” a causa dell’aspetto stravagante delle formazioni rocciose che la racchiudono su entrambi i lati, conduce al mare tra impressionanti scogliere in cui granito e arenaria si alternano in un’insolita mescolanza materica.

3 Rena Majore: gli arazzi del maestrale
La spiaggia di Rena Majori, nel Comune di Aglientu, è spalleggiata da un’eccezionale vegetazione retrodunale; una comunità in delicato equilibrio, ricchissima di specie che si addensano le une sulle altre formando arazzi di grigi e verdi, proteggendosi vicendevolmente dalla furia dei venti che qui soffiano impetuosi.

Venerdì 5 febbraio

4 Il Giardino dei Fontanili di Marina e Salvatore Carta
Il Giardino dei Fontanili, nato di recente in agro di Telti su progetto di Maurizio Usai per volontà dei suoi proprietari, Marina e Salvatore Carta, ha assunto rapidamente le sembianze di un giardino maturo e perfettamente integrato nel suo contesto, quello del tipico paesaggio gallurese disseminato di rocce granitiche, muri a secco e querce da sughero. Al suo interno la ricca collezione botanica, che si affianca all’orto e alla vigna, domini incontrastati di Salvatore, consente di appagare la passione di Marina per fiori e piante e di sfruttare appieno le caratteristiche del clima locale, con fioriture che si susseguono durante tutto l’arco dell’anno. Attorno alle sette vasche d’acqua collegate da un rivolo d’acqua, un percorso principale si snoda attraverso quadri e ambientazioni differenti, conducendo dalla casa prima alla pergola-belvedere e poi alla piscina nell’estremità inferiore, dove il giardino sfuma nel paesaggio.

5 4000 anni d’olivastri
Sulla sponde del lago del Liscia, poco sotto la piccola chiesa campestre di Santu Baltòlu de Karana, è possibile ammirare due eccezionali esemplari di olivastro. Uno talmente grande e imponente da essere localmente conosciuto come “S’Ozzastru”, ovvero l’olivastro per eccellenza. Questi alberi dalle forme pittoresche e dalle proporzioni ragguardevoli sono considerati, con i loro oltre 4000 anni di età, tra i più vetusti d’Europa.

6 Fra vigneti e tholos
Il complesso nuragico de “La Prisgiona”, considerato uno dei più importanti per estensione e complessità della Sardegna settentrionale, si erge a controllo di un vasto territorio comprendente la valle di Capichera ad Arzachena, celebre oggi per i suoi pregiati vigneti di Vermentino. Si tratta di una classica struttura a tholos, formata da una torre principale e strutture secondarie racchiuse da mura e bastioni, all’intorno dei quali si estende il villaggio con una novantina di capanne dalla tipica sagoma circolare, immerso nella macchia. Poco distante dal nuraghe, raggiungibile a piedi attraverso un suggestivo sentiero che si inoltra nella vegetazione spontanea, la Tomba dei Giganti di Coddhu Vecchiu è il più imponente monumento sepolcrale della Gallura, con la sua stele d’ingresso alta oltre quattro metri, e uno dei più affascinanti della Sardegna nuragica.

Lunedì 8 febbraio

7 Un giardino che verrà
A Petra Majore, un giardino ancora non c’è. All’interno della proprietà di circa quattro ettari e mezzo, dominata da un affioramento granitico zoomorfo che si innalza oltre 30 metri sul piano dove sorgerà la casa, la varietà delle ambientazioni, delle condizioni di terreno e di esposizione, creano una struttura molto articolata, dalle grandi potenzialità future, nella quale si ritrovano tutti gli elementi-tipo del paesaggio gallurese. Un orto-vivaio vicino all’ingresso e un ombroso giardino boschivo lungo il principale dei tre ruscelli stagionali che attraversano il terreno, rappresentano i primi avamposti di un intervento paesaggistico complesso, che si dovrà confrontare con un genius loci alquanto evidente.

8 Alla Piana dei Sassi Giganti
Il piccolo paese di Aggius, arroccato alla base di frastagliate cime rocciose, è celebre per la cura con cui è preservato il centro storico, fatto di antiche case in pietra, e per essere stato nel corso degli ultimi secoli “capitale” del banditismo sardo; un’epoca di faide sanguinose, in cui spicca la figura leggendaria del “muto di Gallura”, quel Bastiano Addis Tansu considerato uno dei più efferati banditi dell’Isola. Alle spalle del paese si estende un’ampia piana, detta “dei Sassi Giganti” o “Valle della Luna”, disseminata di giganteschi massi granitici che conferiscono al paesaggio un aspetto singolare.

9 Etnografia di Gallura
Il Museo Galluras si trova nella via principale del paese di Luras in una tipica abitazione dell’Alta Gallura, con la tradizionale facciata in cantoni di granito. Ospita all’interno il primo museo etnografico gallurese, con una vastissima collezione di pezzi: articolato su tre piani, vi si trovano accuratamente ricostruiti gli ambienti tipici della cultura locale tra la fine del Seicento e la prima metà del Novecento.

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