Alto Adige arriviamo :)

Il nostro appuntamento di giugno in Alto Adige si avvicina e bisogna completare le prenotazioni per organizzarci al meglio.

Il programma è quello annunciato qualche mese fa. Si inizia sabato 23 giugno alle ore 10 a Bressanone nel meraviglioso vivaio di erbacee perenni di Hofer dove l’architetto Carlo Alberto Trentini presenterà una selezione di piante e assieme ai titolari del vivaio ci condurrà tra le novità e le conferme della produzione 2018. Per dare un’occhiata a cosa visiteremo cliccate qui.

Nel pomeriggio ci sposteremo alle praterie di Valles, l’appuntamento è per le ore 14 al parcheggio Vals a 1.390 m dove nel prato limitrofo consumeremo un veloce pranzo al sacco (ognuno provvede al proprio).

Alle 15 attraverso il “sentiero del latte” in circa un’ora e mezza di camminata (449 metri di dislivello) raggiungeremo Malga Fane. Questo villaggio alpino a 1.739 m di altitudine è immerso in un paesaggio naturale costruito nel Medioevo come asilo per i malati di peste e colera, oggi la malga è una delle attrazioni principali della zona, sia d’inverno che d’estate.

Durante il percorso discuteremo insieme sui paesaggi e sugli habitat cercando di comprendere e condividere i nessi che questi luoghi hanno con la cultura del giardino. E’ una delle proposte di questo ciclo di incontri ovvero il tentativo di riflettere attorno ad una serie di domande: noi giardinieri che rapporto abbiamo con l’enorme patrimonio di habitat e natura che il nostro territorio offre? Cosa anima il giardino che si definisce prossimo alla natura (giardino ecologico, giardino naturalistico, forest garden)? Il giardino è natura sognata?

Alla sera alle ore 20.30 condivideremo la cena presso il ristorante Gassl Braeu di Chiusa lungo la strada che ci avvicina all’appuntamento del giorno dopo in val Sarentino. Si consiglia di prenotare l’albergo per la notte nelle vicinanze dell’appuntamento di domenica.

Domenica 24 giugno ci vedremo alle ore 9.00  al piazzale autobus del comune di Sarentino dove lasceremo le automobili. Meta della giornata è la Malga Waldrast che raggiungeremo in un’ora e mezza di cammino partendo da un’altezza di metri 1517 arrivando ai metri 1756 della malga.

 

 

Il pranzo è prenotato presso la struttura. Nel pomeriggio saliremo alle praterie sovrastanti con una camminata di un’oretta.

Il ritorno al parcheggio automobili è previsto per le ore 17/17.30.


Si ricordano le note per l’equipaggiamento:

Scarpe: per le attività dell’Associazione, non trattandosi di escursioni impegnative consigliamo delle scarpe basse “da avvicinamento”, comode, leggere, possibilmente in Gore-Tex o similari e con una buona suola tipo Vibram.

Zaino: Per le nostre escursioni giornaliere è sufficiente una misura dai 20 ai massimo 30-35 lt.  Utile avere nello zaino: acqua per una giornata (circa 2-3 litri), fazzoletti di carta, salviette umide, felpa o micropile, giacca leggera impermeabile e/o poncho, berretto per il sole o cuffia in pile a seconda della stagione, pronto soccorso personale, coprizaino per la pioggia (molti zaini lo hanno incluso).

Indispensabile per noi giardinieri: una macchina fotografica con riserva di batteria 🙂

Per prenotazioni e/o ulteriori informazioni

mail: segreteria@maestridigiardino.com

telefono: 329 2515637

(per agevolare l’organizzazione vi chiediamo di prenotare al più tardi 10 giorni prima della data dell’evento)

14° Campus: LE RADICI NEL PASSATO (Castello di San Sebastiano Po, Torino, 10- 12 novembre 2017)

Come si interviene per restaurare o manutenere un  giardino storico?

Come si “legge” un progetto abbandonato e nascosto, in modo totale o parziale, dalla crescita spontanea?

In quali casi il recupero deve essere un restauro rispettoso del progetto originario, e in quali invece è possibile innovare?

L’innovazione può essere libera oppure deve essere ispirata a quello che era lo stile dell’epoca?

Quali vincoli sulla scelta delle piante?

Sono tutte domande che un architetto, un paesaggista o un giardiniere si devono porre quando affrontano un intervento in un giardino “antico”.

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In alcuni casi il luogo è associato a un edificio storico e protetto dalle Belle Arti, e gli interventi devono seguire criteri e vincoli ben definiti.

In altri, una maggiore comprensione dello stile e delle scelte botaniche del periodo permette di affrontare il progetto in modo più consapevole, perché bisogna conoscere le regole prima di infrangerle.

E anche gli appassionati possono acquisire una nuova chiave di lettura per meglio osservare e comprendere un parco o un giardino storico.

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Il Campus si svolge presso il castello di San Sebastiano Po,  il cui giardino nei secoli ha subito diverse trasformazioni, di cui esistono tracce sia fisiche sia documentali.

Segnaliamo che è in corso la richiesta al Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti, Conservatori (CNAPPC) dei crediti formativi.

Per il programma completo, costi e modalità di iscrizione potete contattarci qui:

mail: segreteria@maestridigiardino.com telefono: 329 2515637

Italia – Inghilterra, parte II: le tracce

Paolo Tasini e Maurizio Usai
Tornare alla natura, ripartire da Robinson: il nuovo lessico botanico dei vivaisti

• Un’epoca di cambiamenti, dal Naturalismo al Modernismo
• Tornare alla natura: wildness versus wilderness
• Oltreoceano: la lezione di Frederick Law Olmsted; Jens Jensen e la Prairie School
• I Nazionalisti, Karl Foerster e Richard Hansen
• Bold & Beautiful, Wolfgang Oehme e James Van Sweden all’opera
• Mien Ruys e gli albori della Dutch Wave
• Il vivaismo in Europa nella seconda metà del ‘900
• Alan Bloom ed il Blooms of Bressingham
• L’eredità di Karl Foerster
• Gli Open Days in vivaio
• Piet Oudolf e Henk Gerritsen, la rivoluzione degli aggettivi
• Piet Oudolf e Noel Kingsbury: comunicare uno stile
• Piet Oudolf: la tecnica a sostegno dell’arte
• Natural & Sustainable: le frontiere del garden design contemporaneo

Didier Berruyer e Mario Mariani
La rivoluzione del filo di graminacea

1. Introduzione
2. Una famiglia che si muove
• Cos’è una graminacea.
• Le diverse famiglie e i loro habitat.
3. Uomini e Graminacee
• Piante da mangiare.
• Piante da paesaggio.
• Piante ornamentali.
4. Graminacee in giardino
• Le stagioni.
• Il terreno e le condizioni climatiche.
• In città.
5. Cultura e cura
• Semi, divisione.
• Piantagione, manutenzione.
• Problemi.
6. Passione, amori, affetti in partita doppia

Filippo Alossa e Matteo La Civita
Il bello del secco: gravel garden e xeriscape, Beth Chatto e Olivier Filippi

1. Le piante e l’acqua. Esigenze, capacità di adattamento e resistenza al secco. L’Italia e i suoi climi.
• Il giardino arido.
• Preparazione e sistemazione del terreno.
• Scelta delle piante.
• Piantagione.
• Irrigazione.
• Manutenzione.
2. Tecniche del giardino arido utili per tutti i giardini
• Pacciamatura (tipologie, vantaggi e svantaggi).
• Sarchiatura (vantaggi e svantaggi).
• Copertura del suolo (piante tappezzanti, etc.).
• Irrigazione, tecniche e tecnologie.
3. Alcuni paesaggisti che hanno proposto il giardino secco
• Beth Chatto.
• L’approccio ecologico e le comunità di piante.
• The gravel garden.
• Olivier Filippi.
• Giardino “guidato” dalle piante.
• Il giardino mediterraneo: amore per la propria terra, ricerca botanica, purezza concettuale.
• Peter Janke.
• La declinazione tedesca del gravel garden.

Rossana Raballo ed Elisa Tomat
Dai prati e dalle praterie: i nuovi modelli compositivi

1 Dai prati
• Praterie temperate. I prati aridi come luogo: dove sono in Italia e quali specie ospitano. Normative di tutela
• I prati aridi come modello di habitat: cosa insegnano su popolazioni, comunità, nicchie ecologiche, ecosistemi. Stress, disturbo e competizione. Ricchezza di specie e fertilità
• Inserimento di specie di prato arido nel giardino progettato ecologicamente: uso di semi/piantine. Biodiversità funzionale: complementarietà e sostituzione. Il super meadow di Piet Oudolf
• Esempi di specie di prato arido – Graminacee e Dicotiledoni – per le nuove bordure: piante promettenti o deludenti?
• Specie ivasive e principio della precauzione
2 Dalle praterie
• Prairie gardens, naturalistic gardens, perennial meadows: nuove definizioni di giardino.
• L’ambiente di riferimento: la prateria.
• L’ecosistema prateria: shortgrass prairies, mixed prairies, tallgrass prairies. Graminacee ed erbacee perenni delle praterie: alcuni esempi.
• I pionieri nell’utilizzo delle graminacee: Oheme e Van Sweden e il New American Garden.
• Dall’altra parte dell’oceano: la Dutch Wave. Piet Oudolf e Michael King, due plantsmen a confronto.
• The Sheffield School: Nigel Dunnet e James Hitchmough. I “Pictorial Meadows” e la semina in situ.
• Cinque piante da scoprire e sperimentare: Eryngium yuccifolium, Parthenium integrifolium, Pycnanthemum tenuifolium, Sorghastrum nutans, Deschampsia caespitosa.

Matteo La Civita e Maurizio Usai
Esperienze e progetti italiani in rassegna

Maurizio (a supporto di Christopher Lloyd)
• Il mixed border come modulo stilistico e compositivo: l’astrazione delle forme e del paesaggio, la suggestione di un’emozione.
• La Pietra Rossa, laboratorio di sperimentazione: alla ricerca di uno stile proprio, tra ambizioni britanniche e realtà mediterranea.
• 10 anni di bordure, più o meno miste, più o meno all’inglese.

Matteo (a supporto di Beth Chatto)
• Esperienze inglesi: Shrubs v Herbaceous Perennials.
• Casale in Toscana: una collina arida battuta dal vento con minima possibilità di irrigazione… quando anche la “New-Provence” può essere una soluzione.
• Il mio giardino: una relazione a lunga distanza tra eccentricità botaniche e realtà urbana.

Aspettando Gorizia

In questi giorni preparando il materiale per il Campus di Gorizia spesso siamo in rete e ciò che andiamo scoprendo è una vera delizia per gli occhi e la mente. In attesa del nostro appuntamento voglio condividere alcuni video.

Il primo è un promo di un documentario in produzione per la Checkerboard Film Foundation sul lavoro di Piet Oudolf Piet Oudolf: Fall, Winter, Spring, Summer, Fall
La fondazione è no profit. L’uscita di questo lavoro è prevista per l’autunno 2015. E’ ancora possibile contribuire alla sua riuscita con un piccolo contributo via Paypal.

Il secondo video che vi propongo è una finestra sul lavoro di Piet Oudolf direttamente dal suo studio ad Hummelo.

Ecco poi un poetico corto realizzarto dal duo Ruth Parker & Sarah Price.  E’ un ritratto  attraverso le stagioni del giardino di Henk Gerritsen e Anton Schlepers. E’ stato commissionato dal Garden Museum come parte di un evento sul giardinaggio olandese.

Infine un documento sul giardino di Potsdam-Bornim e la figura di Karl Foerster

Ci vediamo a Gorizia 🙂

Nativa dei prati a Estalibro – Levico

Giovedì 6 agosto, alle ore 18.00 presso l’installazione Sequoia all’entrata del parco di Levico, presentazione del libro Nativa dei prati di Elisa Tomat.

Intervengono: l’autrice con Fabrizio Fronza, curatore del Parco di Levico.

(In caso di maltempo l’evento si svolgerà presso Villa Paradiso nel Parco)