MdG-Lab di Febbraio

Febbraio, riprendono i lavori in giardino e anche i nostri MdG-Lab:

Domenica 7 febbraio 2016

A Telti (OT) , all’interno del Campus Bello d’Inverno IIM. Usai,  M. La Civita , D Berruyer e F. Dimatteo conducono  due laboratori per scoprire le più opportune modalità di intervento sulle diverse tipologie di piante, per prepararle nel modo migliore alla nuova stagione vegetativa, e per enfatizzare la bellezza di quelle che proprio in inverno si mostrano al meglio.

Sabato 13 febbraio 2016

con Susanna Tavallini al Vivaio La Montà di Roasio (Vc) un’occasione imperdibile per imparare a riconoscere, impiantare e curare l’elleboro, il fiore di questo mese.

Primo appuntamento 2016 sul tema della coltivazione biologica delle rose: a Cossato (Bi) da Franco Veimaro, un laboratorio pratico sulle potature delle rose tappezzanti e moderne.

E infine da Raziel a Cittadella (Pd)  Pedro Minto dedicherà un’intera giornata ai bulbi a piantagione primaverile, parlando di riconoscimento, utilizzo, coltivazione e manutenzione.

Tutti gli appuntamenti, in continuo aggiornamento, sono disponibili sul calendario 2016.

Per conoscere il regolamento e i costi di partecipazione basta mandare una mail a laboratori@maestridigiardino.com.

Bello d’inverno II: le tracce

Guido Giubbini
Giardini nel paesaggio, paesaggi giardino

• Giardino chiuso e giardino aperto dal pairidaēza persiano a Gilles Clément
• Giardino come anti-paesaggio o paesaggio-giardino?
• Clima, geologia e storia per una definizione laica del “genius loci”
• Genius loci e inverno mediterraneo

Filippo Dimatteo e Matteo La Civita
I doni di Proserpina, geofite mediterranee per il giardino invernale

• La gariga dopo la prima pioggia che spegne l’estate e annuncia l’autunno
• L’inverno mediterraneo come una seconda primavera
• Le montagne in riva al mare: i Balcani, l’Appennino, le Sierras e l’Atlante
• Il Mediterraneo agli antipodi: Sud Africa, Cile e Australia
• Dalle più frugali alle più esigenti, le tecniche per coltivarle e inserirle al meglio
• Ospiti di riguardo, le vere e proprie guest stars nel mondo delle geofite

Maurizio Usai
Dalla gariga e dalla macchia, dal bush, dal fynbos e dal chaparràl:
piante mediteranee dai quattro continenti

• Biomi mediterranei nei quattro continenti, adattamenti e convergenze evolutive.
• Stagionalità inversa: le sfide del clima e dei giardini mediterranei.
• Sclerofille, l’architettura vivente
• Di bacche, di foglie e di cortecce
• I fiori dell’inverno mediterraneo

Enrico Scianca e Matteo La Civita
Cuspidata, fraterna e le altre: insolite camelie tra sughere e graniti

• La “scoperta” della Camelia e il suo arrivo in Europa e in Italia.
• Non solo Camellia japonica! Si conoscono oggi oltre 250 specie di Camellia provenienti da diversi habitat.
• Approfondimento botanico sulle specie di camelia “che non temono il sole”:
C. cuspidata
C. fraterna
C. grijsii
C. longicarpa
C. lutchuensis
C. maliflora
C. rosiflora
C. transnokoensis
C. sasanqua
• Alcuni ibridi delle specie precedenti, interessanti per portamento, abbondanza di fioritura e profumo.
• Note di coltivazione basate sull’esperienza maturata in Italia:
– caratteristiche del terreno
– irrigazione
– potatura
– patologie
• differenze colturali con la più diffusa e conosciuta C. japonica.
• Le Camelie “che non temono il sole” nel paesaggio mediterraneo:
una scelta di stile, perchè piantarle e come ambientarle in giardino.

Paolo Tasini
Lo sguardo fotografico: leggere il paesaggio e il giardino

• La fotografia è una cosa semplice: altra cosa è lo sguardo, l’intenzione di chi scatta.
• La Sardegna nel mirino dei grandi fotografi: Henri Cartier-Bresson è stato qui.
• Il National Geographic e la fotografia naturalistica.
• Di che fotografia sei? Pixel e parole stanno bene insieme.
• Una storia di Sardegna: il grande disboscamento. Colpi di scure e sensi di colpa.
• Il riscatto della natura: spunti per un giardinaggio creativo.

Sessione tecnica
Potare, Educare, Condurre

L’inverno è la stagione “del riposo” per molte piante, ma non certo per i giardinieri! È proprio quando la vegetazione rallenta i suoi ritmi a causa del freddo che si concentrano molte importanti attività di gestione e manutenzione “straordinaria” nel giardino. Queste azioni di “pulizia” sono troppo spesso portate agli estremi dalla mancanza di un’adeguata conoscenza delle specie sulle quali si interviene, e delle tecniche di taglio corrette per ciascuna. In particolare, la potatura sembra diventare un’azione “contro” le piante, che vengono tagliate selvaggiamente per ricondurle negli spazi assegnati il più rapidamente possibile, senza alcuna attenzione al contesto e al disegno nel quale sono inserite, alle specifiche esigenze che si possono presentare, né alla gradevolezza del risultato nell’immediato.
Potare è invece il gesto attraverso il quale il giardiniere “plasma” il giardino, mantiene il vigore e la salute delle sue piante, preparando le fioriture che verranno, e rivelando, un colpo di forbice dopo l’altro, nuovi scenari e prospettive, in cui la pulizia essenziale delle linee e delle forme è esaltata dai prevalenti cromatismi dei verdi, dei grigi e dei marroni. I volumi svuotati dall’inverno e le masse, spesso trasparenti per la caduta dei fogliami o rese tali attraverso la taille de trasparence, le trame di rami e strutture finalmente nude, ci restituiscono una visione del giardino completamente diversa, ma non meno suggestiva ed emozionante di quella dominata dalla lussureggiante vegetazione primaverile ed estiva.

MdG-Lab

Obiettivo dei laboratori in questo Campus è scoprire le più opportune modalità di intervento sulle diverse tipologie di piante, dagli alberi agli arbusti alle erbacee, per prepararle nel modo migliore alla nuova stagione vegetativa, e per enfatizzare la bellezza di quelle che proprio in inverno si mostrano al meglio; mantenendo e sottolineando, nel contempo, l’incanto del giardino invernale mediterraneo, in cui le sagome dei sempreverdi prendono corpo e si precisano, perfetto sfondo per fioriture più rare e per questo più preziose.

Italia – Inghilterra, parte II: le tracce

Paolo Tasini e Maurizio Usai
Tornare alla natura, ripartire da Robinson: il nuovo lessico botanico dei vivaisti

• Un’epoca di cambiamenti, dal Naturalismo al Modernismo
• Tornare alla natura: wildness versus wilderness
• Oltreoceano: la lezione di Frederick Law Olmsted; Jens Jensen e la Prairie School
• I Nazionalisti, Karl Foerster e Richard Hansen
• Bold & Beautiful, Wolfgang Oehme e James Van Sweden all’opera
• Mien Ruys e gli albori della Dutch Wave
• Il vivaismo in Europa nella seconda metà del ‘900
• Alan Bloom ed il Blooms of Bressingham
• L’eredità di Karl Foerster
• Gli Open Days in vivaio
• Piet Oudolf e Henk Gerritsen, la rivoluzione degli aggettivi
• Piet Oudolf e Noel Kingsbury: comunicare uno stile
• Piet Oudolf: la tecnica a sostegno dell’arte
• Natural & Sustainable: le frontiere del garden design contemporaneo

Didier Berruyer e Mario Mariani
La rivoluzione del filo di graminacea

1. Introduzione
2. Una famiglia che si muove
• Cos’è una graminacea.
• Le diverse famiglie e i loro habitat.
3. Uomini e Graminacee
• Piante da mangiare.
• Piante da paesaggio.
• Piante ornamentali.
4. Graminacee in giardino
• Le stagioni.
• Il terreno e le condizioni climatiche.
• In città.
5. Cultura e cura
• Semi, divisione.
• Piantagione, manutenzione.
• Problemi.
6. Passione, amori, affetti in partita doppia

Filippo Alossa e Matteo La Civita
Il bello del secco: gravel garden e xeriscape, Beth Chatto e Olivier Filippi

1. Le piante e l’acqua. Esigenze, capacità di adattamento e resistenza al secco. L’Italia e i suoi climi.
• Il giardino arido.
• Preparazione e sistemazione del terreno.
• Scelta delle piante.
• Piantagione.
• Irrigazione.
• Manutenzione.
2. Tecniche del giardino arido utili per tutti i giardini
• Pacciamatura (tipologie, vantaggi e svantaggi).
• Sarchiatura (vantaggi e svantaggi).
• Copertura del suolo (piante tappezzanti, etc.).
• Irrigazione, tecniche e tecnologie.
3. Alcuni paesaggisti che hanno proposto il giardino secco
• Beth Chatto.
• L’approccio ecologico e le comunità di piante.
• The gravel garden.
• Olivier Filippi.
• Giardino “guidato” dalle piante.
• Il giardino mediterraneo: amore per la propria terra, ricerca botanica, purezza concettuale.
• Peter Janke.
• La declinazione tedesca del gravel garden.

Rossana Raballo ed Elisa Tomat
Dai prati e dalle praterie: i nuovi modelli compositivi

1 Dai prati
• Praterie temperate. I prati aridi come luogo: dove sono in Italia e quali specie ospitano. Normative di tutela
• I prati aridi come modello di habitat: cosa insegnano su popolazioni, comunità, nicchie ecologiche, ecosistemi. Stress, disturbo e competizione. Ricchezza di specie e fertilità
• Inserimento di specie di prato arido nel giardino progettato ecologicamente: uso di semi/piantine. Biodiversità funzionale: complementarietà e sostituzione. Il super meadow di Piet Oudolf
• Esempi di specie di prato arido – Graminacee e Dicotiledoni – per le nuove bordure: piante promettenti o deludenti?
• Specie ivasive e principio della precauzione
2 Dalle praterie
• Prairie gardens, naturalistic gardens, perennial meadows: nuove definizioni di giardino.
• L’ambiente di riferimento: la prateria.
• L’ecosistema prateria: shortgrass prairies, mixed prairies, tallgrass prairies. Graminacee ed erbacee perenni delle praterie: alcuni esempi.
• I pionieri nell’utilizzo delle graminacee: Oheme e Van Sweden e il New American Garden.
• Dall’altra parte dell’oceano: la Dutch Wave. Piet Oudolf e Michael King, due plantsmen a confronto.
• The Sheffield School: Nigel Dunnet e James Hitchmough. I “Pictorial Meadows” e la semina in situ.
• Cinque piante da scoprire e sperimentare: Eryngium yuccifolium, Parthenium integrifolium, Pycnanthemum tenuifolium, Sorghastrum nutans, Deschampsia caespitosa.

Matteo La Civita e Maurizio Usai
Esperienze e progetti italiani in rassegna

Maurizio (a supporto di Christopher Lloyd)
• Il mixed border come modulo stilistico e compositivo: l’astrazione delle forme e del paesaggio, la suggestione di un’emozione.
• La Pietra Rossa, laboratorio di sperimentazione: alla ricerca di uno stile proprio, tra ambizioni britanniche e realtà mediterranea.
• 10 anni di bordure, più o meno miste, più o meno all’inglese.

Matteo (a supporto di Beth Chatto)
• Esperienze inglesi: Shrubs v Herbaceous Perennials.
• Casale in Toscana: una collina arida battuta dal vento con minima possibilità di irrigazione… quando anche la “New-Provence” può essere una soluzione.
• Il mio giardino: una relazione a lunga distanza tra eccentricità botaniche e realtà urbana.

10°Campus: tre bordure per il giardino Viatori

Al lavoro per il giardino Viatori, sede del 10° Campus nazionale (Gorizia, 23-25 ottobre). I laboratori pratici previsti durante Italia-Inghilterra (parte II) non saranno infatti un effimero esercizio di composizione, ma lasceranno tre nuovi mixed border, realizzati dai partecipanti e ideati, per Maestri di Giardino, da Maurizio Usai e Matteo La Civita, in collaborazione con il capo giardiniere Stefano Morsolin. È la conseguenza dell’invito rivolto a MdG dall’Associazione Amici del Giardino Lucio Viatori e del sostegno all’iniziativa dato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, proprietaria del giardino per lascito testamentario, la quale finanzierà la realizzazione dei tre bordi, collocati rispettivamente all’ingresso della valle delle azalee, sul lato dell’ex piscina e davanti al laghetto con affaccio sulla città.
Un’esperienza di “cantiere”, come concreta traduzione dei contenuti del Campus dedicato alle più attuali declinazioni del bordo misto; un’opera collettiva e un contributo permanente al giardino Viatori, che Maestri di Giardino avrà modo di seguire e raccontare nel tempo.
Il termine per le iscrizioni è il 15 ottobre. Come per Italia-Inghilterra (parte I) è stata fatta richiesta di riconoscimento di 15 crediti formativi al CNAPPC.

bordura ex piscinaLa bordura lunga e stretta che fiancheggia l’ex piscina. bordura valle delle azaleeL’ingresso alla valle delle azalee.

IMG-20151004-WA0005A destra, uno scorcio della bordura che fronteggia il laghetto.

Italia – Inghilterra, parte II – 10° Campus nazionale

L’evoluzione del mixed border protagonista al Giardino Viatori di Gorizia, dal 23 al 25 ottobre, del secondo e conclusivo appuntamento dedicato al “compendio” del giardino inglese.

Importanti novità nella formula ormai tradizionale del Campus: tutte le conferenze saranno a due voci, mentre i contributi botanici saranno concentrati in un’unica conferenza collettiva, un autentico bordo misto parlato.

PROGRAMMA

VENERDÌ 23 OTTOBRE

(Extracampus)
Mattino (Pordenone)
Ore 10: Visita a un magredo

Pomeriggio
Ore 13: Visita al giardino di Maria Grazia Riva
Ore 15: Visita al giardino di Vito Corgnali

Sera (Gorizia)
(Libreria LEG)
Ore 18: Presentazione di Nativa dei prati di Elisa Tomat

(Giardino Viatori)
Ore 19: Apertura del Campus
Ore 19.15: Cena a buffet
Ore 20 – 22: Conferenza a più voci
• È ancora vivo il bordo misto?

SABATO 24 OTTOBRE

Mattino
Ore 8: Ritrovo e registrazione dei partecipanti.
Ore 8.30 – 10.30: Conferenza di Paolo Tasini e di Maurizio Usai
• Tornare alla natura, ripartire da Robinson: il nuovo lessico botanico dei vivaisti
Ore 10.30: pausa caffè
Ore 11 – 13: Conferenza di Didier Berruyer e di Mario Mariani
• La rivoluzione del filo di graminacea
Pomeriggio
Ore 14 – 16: Conferenza di Filippo Alossa e di Matteo La Civita
• Il bello del secco: gravel garden e xeriscape, Beth Chatto e Olivier Filippi
Ore 16: pausa caffè
Ore 16.30 – 18.30: Conferenza di Rossana Raballo e di Elisa Tomat
• Dai prati e dalle praterie: i nuovi modelli compositivi
Sera
Ore 20: Cena libera

DOMENICA 25 OTTOBRE

Mattino
Ore 8: Caffè di benvenuto e registrazione dei partecipanti
Ore 8.30 – 10.30: Conferenza collettiva
• Le piante dei nuovi bordi misti
Ore 10.30: Pausa caffè
Ore 11 – 13: Laboratorio di composizione – I parte
Ore 13: Pranzo a buffet
Pomeriggio
Ore 14 – 15: Conferenza di Matteo La Civita e Maurizio Usai
• Esperienze e progetti italiani in rassegna
Ore 15 – 17: Laboratorio di composizione – II parte
Ore 17: Free speech conclusivo intorno a un caffè
Ore 18: Chiusura del Campus

NB: il programma è suscettibile di aggiornamenti.

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15: Le mie peonie

Prima di coltivare, scegliere. E prima ancora viaggiare, scoprire, incontrarsi. È così che le peonie, il “mondo” di Giovanni Buffa fin da quando era venticinquenne, sono diventate le “sue” peonie, cercate e apprezzate in Europa e negli Stati Uniti prima di essere materialmente riprodotte nel vivaio di Poirino. Da ‘High Noon’ a ‘Valse de Vienne’, il libro propone poi una selezione di piante appartenenti ai tre gruppi in cui le peonie sono suddivise – erbacee, arbustive e ibridi intersezionali – oltre a una parte dedicata alla loro cura e manutenzione e al processo di creazione delle nuove varietà, alcune di queste nate proprio nei terreni di Cascina Madonera. Ne emerge la figura di un produttore competente ma anche lo spaccato di un’epoca pionieristica del vivaismo specializzato italiano, una stagione che Giovanni stesso indirettamente conclude con la scelta finale di approdare a un più ragionevole slow nursering.

Copertina_Peonie_v_stampa-frontespizioGiovanni Buffa, Le mie peonie
Maestri di Giardino Editori, Vezza d’Alba 2015
Formato 10,5 x 14,8 cm., b/n + copertina a colori,
pagine 122 – euro 10,00
Codice ISBN: 978-88-98150-31-1
Prefazione di Matteo La Civita, Nota di Anna Porrati
Disegni di Giusi Vallarino Gancia
Prima edizione: febbraio 2015

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8° Campus: BELLO D’INVERNO (Santa Marizza di Varmo Ud, 6–8 febbraio 2015)

Presentazione

 

Dicembre 2001. La terra è dura, i miei passi scricchiolano sul suolo, cammino piano, verso il meraviglioso. Ogni mattina, da tanti giorni, i colori caldi dell’autunno lasciano posto ad una bianca parure leggera e delicata. All’improvviso i minimi filamenti rivelano la loro incantevole fragilità, le graminacee si sono trasformate in una foresta pietrificata. Fa freddo, il vento ci spossa, la terra ha sete. Il giardino chiede una cosa sola: d’essere guardato. (dal Catalogo del Giardino Vivace, 2001)

“L’inverno, una stagiona morta”. Abbandoniamo questo luogo comune per imparare a guardare una vita diversa e un estetismo essenziale. La natura in un apparente riposo si fa vedere nella sua sostanza: nuda, mette in valore tutta la sua forza. In un giardino le grandi linee architettoniche catturano tutte le attenzioni e impostano la loro potenza. La struttura, l’ossatura si vede e si apprezza. Alcuni fiori audaci osano rompere quest’equilibrio e si fanno osservare con ammirazione e rispetto. Incuriositi e affamati, diversi animali si avvicinano a strusciare e rosicchiare cortecce: un mondo da cogliere e da fotografare avidamente.

È questo viaggio che Bello d’inverno vuole fare con voi. L’8° Campus Nazionale di Maestri di Giardino ha per cornice due poetici giardini: quelli di Ruggero Bosco a Santa Marizza di Varmo e di Mirella Presot Collavini a Rivignano. Siamo in provincia di Udine, in Friuli Venezia Giulia, terra di confine e di scambio, dove la forza e la rudezza della natura si mischiano a fiabe e misteri.

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Programma

 

VENERDÌ 6 FEBBRAIO

Ore 14: Ritrovo alla Botanica Santa Marizza e registrazione partecipanti

Ore 14.30: Visita al giardino e al vivaio di Ruggero Bosco

Ore 16.30: Sottovetro. Visita alle serre e al giardino d’inverno di Mirella Collavini Presot

Ore 19.45: Apertura dei lavori con saluto dell’Associazione Maestri di Giardino. Curatore: DIDIER BERRUYER

Ore 20 – 22: Conferenza introduttiva di RUGGERO BOSCO e DIDIER BERRUYER

SABATO 7 FEBBRAIO

Ore 9 – 10: Conferenza di GUIDO GIUBBINI

• Struttura e scenografia: il ruolo dei sempreverdi

Ore 10 – 11: Conferenza di SUSANNA TAVALLINI

• Fondi verdi, tinte pastello: i miei ellebori

Ore 11.30 – 12.30: Conferenza di MATTEO LA CIVITA

Ore 14.30 – 16: Laboratorio di preparazione e concimazione del terreno e di piantagione

Ore 16.30 – 17.30: Conversazione con FERRUCCIO CARASSALE

• Il gelo e l’arte della fotografia in giardino

Ore 18.30: Letture dai libri di Maestri di Giardino

DOMENICA 8 FEBBRAIO

Ore 7.00: Laboratorio di fotografia con FERRUCCIO CARASSALE

Ore 9 – 10: Conferenza di GIANPIERO GAUNA

Ore 10 – 11: Conferenza di DIDIER BERRUYER

• La grafica del riposo: cortecce, rami e foglie

Ore 11.30 – 12.30: Conferenza di MATTEO LA CIVITA

• Venire a patti col freddo: cura e gestione di un giardino invernale.

Ore 14.30 – 16: Laboratorio di potatura e arte topiaria

Ore 16.30 – 18: Laboratorio di composizione floreale sul tema del passaggio


Per informazioni: tel. 3292515637 campus@maestridigiardino.com